





Due, tre papà, a fine manifestazione si avvicinano a Giandomenico Oliverio, con le loro piccole, perché vogliono abbracciare l’animalista che sta facendo parlare l’Italia tutta.
Alcuni giorni fa, Sabato Santo prima di Pasqua, lo Stato, rappresentato dalle forze dell’ordine e sanitarie, si è presentato nella proprietà di Giandomenico per portargli via i suoi 14 cani che lui, da tempo, cura con passione e amore. Il ragazzo di Caccuri non l’ha presa benissimo, è stato buttato a terra (c’è un video diventato virale), lui ha raccontato anche di calci ed altro. Lo testimoniano i lividi che ha sul corpo.
Si sente male e viene portato all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, dal quale è stato dimesso da poco.
La sua avventura ha inevitabilmente attirato le attenzioni del mondo animalista italiano, migliaia di commenti, il 95% dei quali a favore del ragazzo dagli occhi, e non solo, buoni.
Le disavventure di Giandomenico sono arrivate a Enrico Rizzi da Roma (circa 550.000 i followers della sua pagina Facebook certificata), animalista di origini siciliane, che si occupa non solo dei nostri amici pelosetti ma anche del mondo animale in genere, e Paolo De Sanctis di Soverato.
Quando Enrico posta la storia di Giandomenico sulla propria pagina Facebook, lo stesso ragazzo calabrese gli risponde: “Enrico, grazie innanzitutto per aver preso a cuore la mia situazione.
Ho fatto migliaia di segnalazioni, e come hai detto tu, non è mai venuto nessuno.
Ti chiedi perché dopo una denuncia del mio vicino sono arrivati in un istante? E da un anno che tutti i giorni cercano di entrare. Come mai questa persecuzione? Ed invece al mio vicino, che ha costruito abusivamente e rubato l’acqua potabile dalla condotta (visibilmente a tutti), nessun controllo mai per lui?
Come ho già raccontato, lui è un cacciatore e, con molti di loro, la domenica escono insieme; il Comune è piccolo, le persone ci conosciamo tutti, e tutti sanno di questi favoritismi solo a chi gli sta comodo. Io, evidentemente, ero solo una pedina da abbattere e ci stanno riuscendo.
Ti prego: farò di tutto per avere di nuovo i miei 14 cani”.
Enrico e Paolo così provano ad organizzare una manifestazione, a Caccuri, per Giandomenico nella giornata dedicata alla Festa per la Liberazione.
Mentre, lo scorso agosto, ad una manifestazione animalista a Crotone c’erano solo 12 persone, ieri, venerdì 25 aprile 2025, nella piazza di Caccuri, la storia è stata diversa.
Tantissima gente, proveniente da tante cittadine della Calabria (Cosenza, Rende, Soverato, Crotone, Santa Severina, solo per citarne qualcuna) ma anche oltre (è stata presentata una ragazza, che si è cinta in un lungo abbraccio con Giandomenico, che era venuta da Venezia), è arrivata nella cittadina crotonese.
Caccuri è pronta. Tante le macchine parcheggiate all’ingresso del paese, controllato dai Carabinieri e della Polizia Locale.
Enrico Rizzi è arrivato con un’ora di ritardo (a causa dei ritardi a Fiumicino, legati alla dipartita di papa Francesco), la piazza lo ha accolto come un eroe (e per chi ama gli animali sicuramente lo è). Il suo discorso, durato circa mezz’ora, è stato pacato e costruttivo. In piazza il sindaco di Caccuri, Luigi Quintieri, non c’era, ma un consigliere comunale, fattosi avanti, ha dichiarato che il primo cittadino era in Comune ad aspettarlo.
Enrico, davvero una gran bella e preparata persona, non ha fatto una piega, e, nonostante la gente gridasse che dovesse essere in sindaco ad andare là, lui, con pacatezza, ha affermato che, dopo la manifestazione, sarebbe andato dal sindaco.
Poche ore fa, dopo aver prima annunciato, con un primo post, sulla sua pagina Facebook, che era dal sindaco, sulla stessa pagina ha dichiarato: “Tantissime volte, durante la mia attività in difesa degli animali, come ben sapete, incontro le Istituzioni. Poche volte però queste meritano davvero rispetto o di essere ascoltate.
Fino a sera ho avuto un colloquio con il sindaco di Caccuri, Luigi Quintieri, per la vicenda di Giandomenico e dei suoi cani, ben nota a tutti. Con lui alcuni Consiglieri, Assessori, Dirigenti Comunali e il Comandante della Polizia Locale. Praticamente tutto il Comune.
Non ho chiesto io di incontrarlo, ma lui ha voluto ricevermi per spiegarmi la vicenda di Giandomenico, facendomi avvicinare durante la manifestazione da uno dei suoi consiglieri comunali.
Per prima cosa si è scusato per non aver partecipato alla manifestazione ma ha ammesso, con molta umiltà, di aver avuto timore di essere aggredito vista la tensione che ormai regna da diversi giorni e le pesanti minacce di morte ricevute. Ha ragione, io per esempio sono abituato a riceverle e da anni ci convivo, ma mi rendo conto che il sindaco di un piccolo Comune, non può essere certamente abituato a ritrovarsi bersagliato con insulti e minacce.
Posso dire, con assoluta certezza, che il sindaco è dalla parte di Giandomenico, senza alcun minimo di dubbio. Una persona corretta, umile, perbene, sincera nel parlarti.
Ci siamo scambiati i numeri ed insieme faremo ciò che è nelle nostre possibilità per aiutare Giandomenico e i suoi amati cani.
Ribadisco infatti che il primo cittadino, con quanto accaduto al volontario, non ha assolutamente alcuna responsabilità considerato che il sequestro penale è stato disposto dalla Procura.
Non appena Giandomenico mi girerà tutto il cartaceo rilasciato, valuterò con i miei legali una immediata richiesta di dissequestro (dei 14 cani, n.d.r.) alla competente Autorità Giudiziaria”.
La storia di Giandomenico, più volte osannato e definito “Eroe” durante la manifestazione (Paolo De Sanctis, che non è riuscito a trattenere le lacrime, nel suo intervento a chiusura, ha sollevato Giandomenico alzandolo verso il cielo), sembra volgere al meglio, al bello.
Lui, ieri supportato in piazza da mamma, papà e fratello, più volte si è commosso ed ha pianto, e, anche altri animalisti presenti, hanno pianto!
Un signore, Raffaele, di Spezzano Sila (che nella sua terra dà da mangiare a 40 cani randagi in 5 postazioni diverse e che ha presentato denunce per avvelenamento di 16 “suoi” cani anche di pochi mesi), intervenuto a fine manifestazione, ha dichiarato, con grande gioia dei presenti, che mette a disposizione, gratuitamente, un suo terreno di 10.000 metri quadrati per ospitare i cani”.
Anche la mamma di Giandomenico è intervenuta per ringraziare tutti e difendere il proprio figlio raccontando di cattiverie gratuite arrivatele da alcune persone. Che mondo!
Alla manifestazione era presente, tra gli altri la signora Lucia, bergamasca innamorata di Santa Severina, dove si è trasferita, che, in una sua proprietà, nella “Nave di pietra”, cura, a proprie spese, ben 23 cani ma è arrivata ad averne fino a 53.
E c’era pure, lui non manca mai quando c’è da difendere la giustizia e la sua Terra, Tonino Parisi con il suo fido collaboratore, che racconterà la storia di Giandomenico sulla sua famosissima pagina YouTube “Noi del Marchesato by Tonino Parisi”.
La gente presente, dopo gli interventi di Enrico e di Paolo, è sembrata più sollevata. Tutti ora aspettano il dissequestro dei 14 cani, per ora ospitati in un canile di Torre Melissa (dove Giandomenico si sta recando ogni giorno per trovarli), affinché questa storia, brutta ma anche bella per certi versi, abbia un lieto fine.
Rosario Rizzuto













