

Riceviamo e pubblichiamo
Piscina sul lungomare di Crotone, il simbolo di un disastro politico e amministrativo
Circa un anno fa l’avvio dei lavori, dodici mesi previsti per completare l’opera, sei mesi di cantiere fermo. Una falda acquifera completamente ignorata. Una perizia di variante più che onerosa, e ancora, interventi straordinari, polemiche urbanistiche, ricorsi al TAR. E soprattutto un rischio gravissimo: se l’opera non andrà a buon fine, il Comune sarà chiamato a restituire milioni di euro allo Stato.
La piscina sul lungomare è ormai il simbolo del pressappochismo progettuale e politico. Errori gravissimi, a partire dalla sottovalutazione della falda acquifera, passando per varianti su varianti e continue modifiche al perimetro del cantiere, hanno prodotto una gestione urbanistica confusa e mal concepita, con il concreto pericolo di trasformare l’opera in una cattedrale nel deserto.
Un disastro economico e politico annunciato.
Le opere pubbliche vanno progettate con serietà, eseguite con trasparenza e gestite con competenza.
È tempo che una certa politica, compresa quella praticata dall’attuale amministrazione comunale di Crotone, smetta di amplificare proclami e di mostrare rendering in una narrazione visiva accattivante, nel tentativo di creare aspettative e consenso, e si assuma invece la responsabilità di controllare, vigilare e pretendere risultati.
Chiediamo chiarezza immediata. Chi ha sbagliato paghi.
Di fronte a un cantiere fantasma e a un evidente spreco di denaro pubblico, è chiaro che siamo davanti a errori, superficialità e incapacità.
Un progetto gestito con leggerezza. Un’opera che, da opportunità di riqualificazione, rischia di diventare un simbolo di carenza e lacunosità, costosa e inutile.
Non è più solo una questione di sport o di soldi pubblici. Un cantiere abbandonato sul lungomare è un’offesa al decoro urbano, all’economia turistica e alla fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Stelvio Marini – Fratelli d’Italia Crotone-Esecutivo provinciale





