

Riceviamo e pubblichiamo
Considerazione e riflessione tecnica e sanitaria sulla bonifica del SIN di Crotone
A cura del Dr. Giovanni Capocasale
Medico e Coordinatore del movimento culturale e politico “Krotone da Vivere”
Crotone a rischio: la bonifica può diventare una nuova fonte di contaminazione e di accentuazione di futuri tumori .
La città di Crotone sta vivendo una nuova emergenza silenziosa. La bonifica dell’area SIN, anziché rappresentare la fine dell’inquinamento industriale, rischia di diventare un’ulteriore minaccia per la salute pubblica, se non verrà immediatamente messa in sicurezza.
Le polveri tossiche che si sollevano durante i lavori stanno contaminando l’aria che respiriamo, i prodotti che mangiamo e i luoghi dove lavoriamo.
CRITICITÀ RISCONTRATE NELLA BONIFICA IN CORSO
Nonostante quanto dichiarato da Eni Rewind durante il tavolo tecnico dell’8 luglio 2025, le osservazioni dirette e la documentazione ufficiale mostrano gravi carenze nei dispositivi di contenimento e tutela sanitaria.
- Nessun vero contenimento: le polveri tossiche si disperdono ovunque
• Assenza di barriere fisiche verticali (paratie) alte almeno 8 metri, indispensabili per contenere la dispersione delle polveri.
• Mancanza di un sistema continuo e pressurizzato di nebulizzazione durante gli scavi profondi.
• Assenza di coperture mobili (teloni) durante il trasporto e la movimentazione dei materiali inquinanti.
• Mezzi operativi privi di filtri HEPA o sistemi aspiranti, che riducano la contaminazione atmosferica.
• Nessuna fascia di rispetto di sicurezza di almeno 20-30 metri attorno al perimetro del cantiere, come previsto nelle buone pratiche di bonifica in aree urbane. - La bonifica avviene a pochi metri da case, imprese, mercati alimentari
Nel raggio di 200-400 metri dal sito di bonifica si trovano:
• Il Mercato Generale della Frutta, con rischio diretto di contaminazione alimentare.
• Decine di aziende e officine con lavoratori esposti all’inalazione di polveri tossiche.
• Quartieri residenziali come Poggio Pudano, Margherita, Gesù, San Francesco, Papaniciaro, Passovecchio, direttamente esposti ai venti che trasportano le polveri verso il centro urbano.
Tutto questo pressappochismo inciderà con l’ aumento di tumori, disturbi cognitivi, infertilità: i rischi concreti per i cittadini crotonesi.
Come medico, segnalo che l’esposizione cronica e prolungata ai seguenti agenti:
• Metalli pesanti: piombo, arsenico, cadmio, mercurio, cromo VI
• Composti organici tossici come gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici)
possono provocare:
• Tumori di polmone, fegato, vescica, rene, pelle
• Leucemie e linfomi
• Danni neurologici, malattie neurodegenerative
• Disturbi dello sviluppo nei bambini
• Problemi di fertilità
Inoltre, la presenza di pozzi abusivi che vengono utilizzati per l’irrigazione agricola nelle aree limitrofe rappresentano un canale pericoloso di trasferimento delle sostanze tossiche negli alimenti locali.
Le Carenze nei sistemi di sicurezza ambientale e sanitaria
L’area di bonifica è priva dei seguenti dispositivi di sicurezza:
• Paratie mobili o fisse alte almeno 8 metri, a protezione perimetrale del sito.
• Centraline meteo di monitoraggio per vento, umidità, direzione e velocità.
• In presenza di vento superiore ai 20 km/h, tutti i lavori devono essere immediatamente sospesi, secondo le linee guida ISPRA.
• Sistemi di rilevamento in continuo della qualità dell’aria, con allarmi automatici in caso di superamento delle soglie di rischio.
• Barriere di esclusione (cordoni sanitari) di almeno 20-30 metri intorno all’area per impedire il transito di persone e mezzi non autorizzati.
• Presidi sanitari di prossimità, per garantire il monitoraggio clinico dei lavoratori e delle popolazioni residenti.
• Mancanza di un piano di evacuazione o emergenza, in caso di incidente ambientale.
Le responsabilità istituzionali non sono facoltative.
Ai sensi delle normative italiane ed europee (D.Lgs. 152/2006, D.Lgs. 101/2020):
• Il Sindaco è responsabile della salute pubblica come ufficiale di governo.
• ASP, ARPACAL, SPISAL e SISP devono vigilare attivamente e intervenire in caso di rischio.
L’omessa vigilanza o l’inerzia delle autorità può configurare gravi responsabilità civili, amministrative e penali.
APPELLO AI CITTADINI, AI LAVORATORI E AGLI ORGANI DI STAMPA
Questa non è una battaglia politica: è una battaglia per la vita.
Respirare aria contaminata oggi significa ammalarsi tra 5, 10 o 15 anni.
I nostri figli cresceranno con queste sostanze nel sangue, nei polmoni, nei tessuti cerebrali.
Chiediamo:
• Immediata sospensione dei lavori, fino all’installazione dei sistemi di contenimento adeguati.
• Barriera sanitaria attorno al sito: paratie alte, filtri, sorveglianza ambientale e sanitaria.
• Controlli permanenti su aria, acqua e popolazione residente, inclusi esami del sangue e monitoraggio biologico.
• Trasparenza totale da parte delle istituzioni, con pubblicazione online dei dati ambientali in tempo reale.
Conclusioni
Questo intervento nasce dalla necessità di alzare il livello di guardia sui rischi sanitari e ambientali che stanno coinvolgendo Crotone in silenzio, mentre la città assiste a una bonifica che si sta trasformando in una nuova forma di esposizione tossica per migliaia di cittadini ignari.
Siamo ancora in tempo. Ma il tempo sta per finire.
Dr. Giovanni Capocasale
Medico, Coordinatore del movimento culturale e politico “Krotone da Vivere





