

Riceviamo e pubblichiamo
Non serve fare polemiche: serve dire la verità. Già, questa strana e scomoda verità che in molti preferiscono nascondere. Perché mai dire la verità? Vero, Sindaco Voce?
Oggi assistiamo all’ennesimo tentativo di accreditarsi un risultato che non appartiene affatto alla Sua amministrazione, ma che è frutto del lavoro portato avanti da altri anni fa, il cui esito si è concretizzato solo ora a causa dei tempi lunghi e biblici della Giustizia. Un atteggiamento che, mi permetta, suona un po’ come il vecchio detto: “benedica che m’ha venuto”. E Lei, Sindaco, è diventato un maestro in questa pratica.
Io, al contrario, non posso che esprimere soddisfazione perché un’intuizione della mia amministrazione e una nostra precisa battaglia – quella relativa alle risorse che spettavano alla città di Crotone da parte del colosso ENI, in particolare per l’IMU dovuta sulle piattaforme e per troppo tempo rimasta chiusa nei cassetti – oggi sia finalmente stata riconosciuta e accreditata alle casse del Comune.
Ma, proprio per questo, Le rivolgo un appello chiaro e diretto: non riduca queste risorse unicamente a strumento di consenso facile, destinandole a feste, concerti ed eventi (che pure hanno una loro funzione di socialità). Crotone ha bisogno di ben altro. Serve un utilizzo lungimirante di queste somme, da reinvestire in infrastrutture, servizi e progetti capaci di rendere la città più attrattiva per chi vuole investire, fare impresa e soprattutto creare lavoro stabile e dignitoso.
Perché, vede, Sindaco, sarà pure vero – come Lei e i Suoi ripetete con slogan ad effetto – che “la città sta crescendo”. Ma chi la vive quotidianamente, chi lavora, chi cerca occupazione o chi semplicemente tenta di costruirsi un futuro qui, sa bene che stiamo scivolando verso un baratro sociale ed economico. La disoccupazione aumenta, i giovani continuano ad andare via, gli operatori economici faticano a resistere. Questo è il quadro reale, non quello patinato delle passerelle elettorali.
Siamo in campagna elettorale, e lo capisco: tutto diventa propaganda, tutto si trasforma in spot. Ma almeno un briciolo di verità va ristabilito, e il dovere della politica dovrebbe essere proprio questo: raccontare i fatti, non manipolarli.
Grazie.
Ugo Pugliese
La replica del Movimento Crescere
Non foss’altro che per dignità politica, l’ex sindaco Pugliese, così come qualche altro nostalgico e tifoso ad oltranza della vecchia politica, bene farebbero a tacere in merito all’asserita rivendicabilità di risultati relativi alla vicenda processuale che oggi ha consentito all’amministrazione Voce, e solo ad essa, di vincere in Cassazione l’annoso contenzioso relativo all’IMU sulle piattaforme per l’annualità 2016.
Tanto meno l’ex sindaco Pugliese puó ritenersi soggetto politico adeguato a dispensare consigli circa l’utilizzo dei fondi provenienti a qualsiasi titolo dalla multinazionale.
Sostiene l’ex sindaco Pugliese che l’attuale amministrazione avrebbe raccolto i frutti di un lungo lavoro avviato dalla propria (si fa per dire) amministrazione.
In realtà l’avviso di accertamento per l’anno 2016 fu emesso lo scorso dicembre del 2020 (l’amministrazione si insediò ad ottobre del medesimo anno).
A seguito di un primo tentativo di trattativa condotto dal Sindaco Voce e dagli assessori Cretella e Scandale non definito proprio per l’indisponibilità a rinunciare a nulla di quanto dovuto, ENI insorse subendo tre sconfitte in altrettanti gradi di giudizio negli ultimi 4 anni.
Nel frattempo, sempre l’amministrazione Voce ha emesso gli avvisi di accertamento per gli anni 2017, 2018 e 2019, tutti sino ad oggi resistiti alla prova di ogni impugnativa.
Al sindaco Pugliese, allo smemorato di Collegno, va invece ascritta la definizione dei contenziosi per le annualità dal 2010 al 2015, il primo emesso durante l’amministrazione Vallone e gli altri emessi durante la propria amministrazione, ed anch’essi a suo tempo impugnati da ENI.
In quel caso il sindaco Pugliese preferì definire nell’anno 2017 una transazione per le annualità fra il 2010 ed il 2015, ottenendo le sole imposte e gli interessi e lasciando sul tavolo tutti gli importi dovuti a titolo di sanzioni, per un importo complessivo pari a circa 4 milioni di euro.
Quelle stesse sanzioni che oggi invece la Corte di Cassazione ha riconosciuto alla nostra amministrazione!
Nella sentenza della Corte di Cassazione emessa ieri, viene infatti esplicitamente sconfessata la tesi che condusse l’amministrazione Pugliese ad “abbonare” le sanzioni, non sussistendo alcuna incertezza normativa ed alcun presupposto di legge idoneo ad andare in tale direzione.
Più che rivendicare risultati, oggi quindi il sindaco Pugliese deve giustificare il pregiudizio del mancato introito si somme milionarie in favore dell’ente.
Quanto all’utilizzo dei fondi, il nostro smemorato puó dormire sonni tranquilli.
All’inflazionata storiella dei soldi impiegati esclusivamente in eventi effimeri non ci ha mai creduto nessuno.
Il sindaco Voce ha già annunciato che destinerà la maggiore quota di tali risorse a favore del recupero delle periferie ed in interventi infrastrutturali, quelli che lui e la sua amministrazione non hanno nè progettato e nè realizzato.
Così come avviene nell’accordo per lo sviluppo con ENI, dove destiniamo il 70% in opere pubbliche ed il 30% in servizi e così come facciamo nella programmazione dell’impiego delle royalties, destinate prevalentemente alla riqualificazione ambientale e al pagamento dei debiti in materia di rifiuti contratti dalle precedenti amministrazioni.
La verità è che gli scomposti interventi come quelli dell’ex sindaco Pugliese, sono l’archetipo della politica intesa come tifoseria, quella che non gioisce per i risultati oggettivi ottenuti in favore della città, ma che mira screditare e sminuire a tutti i costi più per risentimento, che per amore della città.
Anche quando si ottiene di più di quello che si è ottenuto in passato. Il più chiaro sintomo dell’inconsistenza politica.
MOVIMENTO CRESCERE





