

Il “buon risultato” in una competizione elettorale. Chi utilizza questo “slogan”, e perché: molto spesso difende e ripara da facili attacchi o critiche chi, per ordini di scuderia, è stato inserito in qualche lista per la classica candidatura di “servizio”. Ci può stare. “Il buon risultato”, serve anche e soprattutto a chi, prudentemente, mette le mani avanti, spesso perché consapevole dei propri limiti e di non avere i numeri necessari per una eventuale elezione. Ci può stare. Può servire anche a chi realmente lavora e si muove in prospettiva di un’altra e diversa competizione elettorale. Ci può stare. Ma, badate bene, “il buon risultato”, è comodamente utilizzato da chi forse è, o si crede più abile e furbo di tutti, perché certo che gli basterà per raggiungere il suo personale obiettivo politico, evidentemente già programmato a tavolino. Ci può stare, ma non sempre però si realizza. È infatti accaduto, e accadrà ancora che, nonostante il “buon risultato” ottenuto, più di qualcuno alla fine dei giochi, sia comunque rimasto con un pugno di mosche in mano. Perché? Ma perché le facili “scorciatoie” non sempre pagano, soprattutto se chi ne usufruisce, con la politica, e con la sapiente arte di praticarla, non ci azzecca proprio nulla. Ovviamente ci riferiamo a tutti e a nessuno. Anche perché a Crotone le cose poi si conoscono, le persone pure…
P.S. l’ultimo candidato crotonese eletto in Consiglio Regionale corrisponde al nome di Flora Sculco, che nel 2020 ha preso ben 6061 voti. Se quindi non sei almeno vicino a quel risultato, le speranze di poter essere eletto sono molto, ma molto esigue. Nel 2021 infatti, la stessa Sculco, pur avendone raccolti 6440, non entrò in Consiglio perché il suo partito non raggiunge il seggio…





