

Abramo Customer Care: dalla crisi al laboratorio di crescita
La vertenza Abramo Customer Care, che per mesi ha tenuto con il fiato sospeso centinaia di lavoratori crotonesi, si è conclusa con un esito che va ben oltre la semplice salvaguardia occupazionale. Da crisi aziendale, il caso si è trasformato in un modello di innovazione istituzionale, il “modello Calabria”, capace di coniugare politica, impresa e tecnologia, grazie anche al ruolo decisivo del Vicegovernatore Filippo Pietropaolo.
Il merito della svolta va attribuito a un approccio pragmatico e tecnico, attraverso un lavoro corale della giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto, e con il vicepresidente della Regione Calabria, Filippo Pietropaolo, in prima linea nella definizione della strategia.
La vertenza è stata letta non solo come emergenza occupazionale, ma come occasione per avviare un progetto di digitalizzazione degli archivi, collegato alla dematerializzazione delle cartelle sanitarie, ormai indispensabile per la modernizzazione della sanità calabrese.
Il successo è stato reso possibile da una rete istituzionale coordinata, che ha integrato l’azione regionale con il coinvolgimento diretto del governo nazionale. Determinante l’intervento del ministro per il Made in Italy Adolfo Urso, il sostegno tecnico del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, e la collaborazione con il Poligrafico dello Stato, concessionario PNRR per la digitalizzazione, che ha selezionato Tim e infine Konecta per l’esecuzione della commessa.
Grazie anche all’esperienza e alla visione strategica di Filippo Pietropaolo, l’operazione ha ribaltato un paradigma consolidato per il settore dei call center in Calabria. Il lavoro ripetitivo e a basso costo, oggi minacciato dall’intelligenza artificiale, si trasforma in un percorso di reskilling verso attività digitali ad alto valore aggiunto. Le competenze dei lavoratori, così riconvertite, vengono messe al servizio della pubblica amministrazione, con ricadute misurabili sulla qualità dei servizi e sull’efficienza dei processi.
Il “modello Calabria” è già osservato con attenzione da altre regioni del Mezzogiorno come esempio di come le crisi possano diventare volani di sviluppo economico e sociale. Non si tratta solo di un salvataggio occupazionale: è la dimostrazione che il Sud può costruire progetti strutturati di innovazione, capaci di combinare pragmatismo politico, visione strategica, ascolto dei lavoratori e collaborazione tra istituzioni e governo nazionale.
In una regione spesso raccontata per le sue vertenze irrisolte, il caso Abramo indica una strada concreta per valorizzare il capitale umano, sostenere la modernizzazione dei servizi pubblici e creare nuove opportunità di crescita economica e occupazionale. È un modello replicabile, un vero e proprio laboratorio di policy industriale e digitale che può diventare riferimento per l’intero Sud Italia.





