

Una storia semplice semplice.
A Crotone, davanti ad una casa, viene notato un portafoglio, a terra, sicuramente incustodito.
Chi lo trova lo raccoglie e lo porta direttamente in Questura. All’interno ci sono documenti personali e una somma di denaro non indifferente: circa 500 euro e 200 dollari. Un gesto semplice ma significativo, che si chiude nel breve spazio di una consegna allo sportello.
Solo dopo il fatto si apre il contesto. L’uomo R. A. K., ha 38 anni, è inserito in un progetto SAI cittadino dal novembre 2025 e ha appena iniziato un tirocinio nel settore della ristorazione. Sta costruendo la propria quotidianità tra lavoro e formazione, dentro una condizione di distanza dalla propria famiglia, che vive altrove e con cui il contatto si muove tra attese e momenti di presenza.
Tra i documenti nel portafoglio c’è la foto di una bambina sconosciuta. È solo un dettaglio che però, per un istante, gli richiama alla mente la figlia lontana, un pensiero che si inserisce nella sua vita quotidiana, fatta anche di assenze e legami mantenuti a distanza.
In Questura consegna tutto e dice di non volere alcuna ricompensa.
Quel che resta è una scena lineare: un portafoglio restituito e un gesto che si chiude nel momento in cui si compie. Intorno, la quotidianità di un uomo che lavora e si forma in Italia, mentre tiene insieme la propria vita presente e una dimensione familiare che resta altrove, ma non si interrompe.







