Riceviamo e pubblichiamo

Quelli che abbiamo alle spalle sono stati mesi difficili per tutto il mondo e in particolare per l’Italia. La
pandemia, la perdita di moltissime vite umane, il lockdown e la conseguente crisi economica e sociale sono
alcuni dei problemi che dovremo affrontare e risolvere nei prossimi mesi e nei prossimi anni.
Certo, la Calabria e Crotone, prima ancora della crisi sanitaria ed economica, non erano per nulla messe
bene.
Crotone viene dallo scioglimento del consiglio comunale e dal conseguente commissariamento. Gli anni
precedenti la sindacatura di Pugliese, in cui al governo della città c’erano i partiti di centrosinistra, hanno
visto il Comune di Crotone scivolare verso il baratro del dissesto finanziario e gli anni ancora precedenti
avevano visto il secondo sacco della città con il piano regolatore varato dalle giunte di centrodestra.

Gli indicatori economici, sociali, ambientali della città e della provincia di Crotone ci vedono stazionare sempre
negli ultimi posti delle graduatorie nazionali ed europee, per non parlare della inesistenza delle
infrastrutture necessarie al nostro sviluppo economico e della qualità della vita che è veramente bassa.
Troppo bassa anche per la regione nella quale viviamo.
In questo contesto si inseriscono le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale della città.
Tenendo conto di questo contesto ci siamo messi all’opera per dare il nostro contribuito da cittadine e
cittadini liberi, per offrire una visuale differente a chi ha fatto della gestione del potere l’unico obiettivo a
cui sacrificare tutto.

Certi della difficoltà del compito che ci attendeva e sicuri che le forze che muovono i fili del potere erano e sono sempre più forti e intrecciate l’una con l’altra, pronte a tutto per gestire i prossimi finanziamenti pubblici. Insinuarsi, dividere, utilizzare, dileggiare, minacciare, blandire, offrire. Offrire
qualunque cosa, posti, potere, assessorati, assunzioni, pur di ottenere il loro risultato.

Sapevamo e sappiamo chi avevamo e chi abbiamo di fronte, e tuttavia, come sempre e da soli, senza
nessuno alle spalle, ci siamo sobbarcati l’onere di avanzare l’unica proposta, a nostro avviso, in grado di
non far precipitare Crotone nel caos e sconfiggere le clientele e gli interessi personali: una coalizione larga,
inclusiva capace di coinvolgere le persone perbene e tutti coloro i quali hanno a cuore gli interessi generali.
Rompendo i recinti classici degli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, rompendo quindi quei
contenitori che rappresentano i forzieri dei detentori attuali del potere e delle clientele.
Per far questo ci siamo rivolti prima alle persone che con noi hanno condiviso anni di battaglie sui temi
della difesa e dell’applicazione dei diritti, della giustizia ambientale e sociale. Molti hanno risposto al nostro
appello con entusiasmo, altri hanno preferito continuare con le vecchie pratiche e le vecchie abitudini.
Non ci restava, dunque, che coinvolgere in un quadro di cambiamento radicale anche i partiti. Si, i partiti, perché pensavamo e pensiamo che Crotone avesse ed abbia la necessità di costruire schieramenti civici e politici insieme. Il civismo ha bisogno dei partiti ed i partiti hanno bisogno delle migliori energie sociali, civili e di movimento per non continuare ad essere macchine e comitati elettorali sempre meno efficienti e sempre più luoghi dove dirigenti ordinari continuano a giocare al Risiko del potere, risultando oltremodo respingenti.
In questa direzione abbiamo da giugno iniziato ad incontrare gruppi di cittadini, movimenti e partiti politici,
esponendo la nostra idea di città e le basi del nostro progetto imperniato su parole chiave semplici e chiare:

discontinuità con le ultime amministrazioni cittadine, rinnovamento della classe politica, programmazione
di un progetto innovativo di città.
L’interlocuzione più forte è stata indubbiamente con il Pd provinciale, col Movimento 5 stelle e con alcune
forze di ispirazione civica e moderata con cui abbiamo provato a costruire un’alternativa che Crotone
aspetta da anni. Ma le interlocuzioni non hanno prodotto i risultati sperati. Evidentemente i tempi non
sono ancora maturi.

Il Pd, dopo mesi, letteralmente, di discussione e confronto su cosa fare per la città e come difenderla da
una politica deleteria che per anni l’ha vista oggetto di soprusi e sfruttamento per gli interessi di pochi, ha
deciso come nel gioco dell’oca di tornare alla casella iniziale. Quello che abbiamo capito è che invece di
costruire un’alternativa per la città e poi un partito nuovo, l’unico obiettivo era quello di conquistare il
partito. E gli interessi della città? Non pervenuti. Una lotta di potere senza un progetto politico.

Dal canto nostro quando abbiamo chiesto discontinuità lo abbiamo fatto non solo verso una persona o un
gruppo, ma verso una pratica politica, un metodo, che vede nei cittadini un semplice serbatoio elettorale
da cui attingere voti.
Il clima politico complessivo che si registra in questa campagna elettorale non è dei migliori, per usare un
eufemismo. Il trasformismo e il provincialismo completano il quadro. La frammentazione, la rozzezza delle
argomentazioni finora adoperate, il populismo e il qualunquismo di molti, l’antipolitica, il parlare solo alla
pancia dei cittadini e la mancanza di una visione globale, di una prospettiva per la città e per la provincia
proprio non fa per noi e non ci interessa.

Crediamo che amministrare bene una città presupponga la costruzione di processi di partecipazione e
condivisione a monte e non a valle. Per questo diciamo a tutti quegli schieramenti che hanno come unico
orizzonte quello elettorale e la presa del potere che dovranno, comunque, rendere conto del loro operato.
Per tutte queste ragioni la nostra area civica e politica di “Liberi per Crotone”, ha deciso di non presentarsi
alle elezioni, nonostante l’appoggio di quella cittadinanza sempre attiva e partecipe alla vita di Crotone e a
quei gruppi che si sono avvicinati in questi mesi e con cui abbiamo condiviso e condividiamo larga parte dei nostri obiettivi. Con il Comitato Magna Grecia, in particolare, condividiamo la visione di una Città che
riscopre una nuova dignità, libera dalle catene dei grandi centri di potere regionale in cui vi è tutto
l’accentramento delle risorse; una Calabria più equilibrata nella suddivisione amministrativa e un’area
jonica libera di crescere e svilupparsi a partire dalla questione infrastrutture.
Ci fermiamo perché siamo convinti che il contesto frammentato e diviso sia l’esatto contrario di quello che
abbiamo detto e scritto a più riprese in questi mesi. Ciò, purtroppo dimostra la mancanza di consapevolezza, da parte delle forze politiche e civiche tutte, della fase che stiamo vivendo e di quella, drammatica, che dovrà affrontare la prossima amministrazione cittadina.

Siamo anche convinti che tutti gli schieramenti sono molto distanti dal nostro progetto politico e rischiano
di essere parte del problema che la città dovrà risolvere dopo le amministrative, non certo la soluzione. Per
questo motivo non appoggeremo nessuno in questa competizione elettorale, anzi siamo convinti della
necessità di continuare nella nostra azione alternativa e di rinnovamento.
Liberi per Crotone non si ferma, dunque. Questa magnifica esperienza fatta di incontri e confronto con
persone diverse, per storie e tradizioni, continuerà ad esistere e a lavorare per creare un luogo e uno spazio
di azione politica e civile da cui far partire quella rivoluzione gentile indispensabile per la rinascita di
Crotone.

Liberi per Crotone

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