Federico Ferraro durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di Crotone

Riceviamo e pubblichiamo


Procedo ad illustrarvi una sintesi sulla stato della popolazione carceraria e sul lavoro di questo periodo dell’Ufficio che presiedo che ha avuto ad oggetto visite presso la Casa Circondariale di Crotone, come anche presso le celle di degenza dell’Ospedale civile.
Anche in questa sede si ribadisce che il carcere va considerato come un universum di situazioni : condannati in attesa di sentenze che definiscano il giudizio, persone soggette a misure cautelari e dunque in attesa di un processo che accerti l’innocenza o la colpevolezza nell’ambito penale e poi i condannati definitivi, ovviamente soggetti all’esecuzione penale.
Quando si parla di restrizione alla libertà personale e competenze dei garanti, in generale, bisogna anche ricordarsi delle persone sottoposte ai Trattamenti sanitari obbligatori, ed a tutti i luoghi di restrizione della liberà personale, come pure ai Centri di accoglienza e identificazione.

L’attività dell’Ufficio di Crotone ha proseguito nel monitoraggio dell’ emergenza da COVID 19: e si è mantenuta in questi mesi una continua e proficua collaborazione e sinergia con l’Amministrazione penitenziaria e con la Rete nazionale dei Garanti territoriali. Si è raggiunta una crescente sensibilità sociale verso il mondo carcere, come forma di attenzione e vicinanza.
E’ segno che oramai il carcere è considerato sempre più un luogo aperto e proiettato verso la società e non un comparto separato da essa. Vedo che molti in questi anni hanno scritto e scrivono , partecipando alle vicissitudini o problematiche dei detenuti.
Sta nascendo finalmente la consapevolezza che si può scontare un pena senza rimanere necessariamente improduttivi, in abbandono, ma compiendo attività utili alla collettività. Questo è lo spirito giusta dal quale partire ! Per la prima volta, dato rilevante, si è assistiti ad una forma di dibattito sociale sui detenuti e il mondo carcere, partendo dalle cd. attività di pubblica utilità. E’ segno questo che, attraverso l’attività portata avanti in questi anni, si è creata quella empatìa verso il mondo carcere e suoi problemi, guardando al singolo detenuto, italiano o straniero, in quanto persona – individuo che sta pagando il suo debito con la giustizia, senza dimenticare la sua umanità, l’esigenza di una rieducazione piena, e la speranza di un ritorno in società attivo, all’insegna della legalità e della voglia di rimettersi in gioco!

In riferimento agli aggiornamenti forniti dalla Direzione della CASA CIRCONDARIALE DI CROTONE comunico all’Assemblea odierna che : i detenuti totali alla data del 5 febbraio 2021 erano 126, di cui poco più della metà italiani e il resto di nazionalità straniera, a fronte di una capienza regolamentare dell’Istituto di 88 unità, e di una capienza tollerabile di 113 persone.
Alla data del 30 gennaio scorso avevamo condannati definitivi nel numero di 60, mentre le altre persone recluse vanno distinti tra soggetti “in attesa di giudizio di primo grado, appellanti, ricorrenti e misti con definitivo”.
I reati della locale popolazione detenuta, italiana e straniera, sono riconducibili a reati comuni, in particolare: delitti contro il patrimonio (truffa, furto, ecc) violazione legge sull’immigrazione, ed anche violazioni ex art. 73 D.P.R. 309 del 1990 (Testo Unico in materia di sostanze stupefacenti).
I LAVORI INTRAMURARI sono espletati con assunzione delle persone detenute sulla base di una graduatoria secondo i criteri stabiliti ex lege. In particolare vi sono gli addetti ai lavori domestici, quali l’addetto alla lavanderia, barbiere, addetto alle pulizie, , il cuoco, porta vitto ed addetto ai conti correnti.
Le scarcerazioni per ammissione a misure alternative alla detenzione corrispondono a 37, mentre il provvedimento di espulsione ha riguardato 1 persona detenuta alla data del 30 gennaio scorso.
Per quanto riguarda le attività scolastiche: sono attualmente come didattica in presenza; le attività motorie in palestra sono state sospese per divieto di sport da contatto, in ragione del periodo emergenziale.

Le VIDEO CONFERENZE si svolgono con piattaforma digitale per quanto riguarda le udienze con il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro.
Per quanto riguarda l’attività in senso stretto, i momenti istituzionali sono stati principalmente finalizzati alla realizzazione di una strategia per un REINSERIMENTO dei DETENUTI di Crotone.
Nel mese di ottobre, in seguito ai periodici avvicendamenti dei Comandi delle Forze dell’Ordine sul territorio, in particolare con la Capitaneria di Porto e i Vigili del Fuoco, si sono svolte una serie di visite istituzionali, con le quali si è convenuta l’opportunità di predisporre una valutazione degli sbocchi formativi nel lavoro, almeno per l’ambito marittimo e per la sicurezza: quindi delle giornate di orientamento in carcere.
Sono state sottoposte al programma di Istituto e sono attive già dall’estate 2020 diverse progettualità di supporto psicologico gratuito ai detenuti e familiari “i laboratori esperienziali, forniti da psicologi specializzati dell’AIMEPE.
Sono pervenute in questi periodi all’Ufficio del Garante richieste anche da parte di giovani crotonesi di poter intraprendere percorsi di tirocinio nell’ambito penitenziario : è importante prevedere esperienze sul campo anche da parte di giovani professionalità che si possano in tal modo formare .
Per quanto afferisce all’emergenza pandemica in corso, devo sottolineare la particolare generosità della popolazione crotonese , poichè numerosi dispositivi di protezione individuale sono stati donati ai detenuti di Crotone, in risposta al mio appello per fornire strumenti di profilassi. In ordine temporale, ci sono stati sia privati cittadini che realtà associative e societarie: dalla Caiservice Group al Lions Club Crotone Host. Il totale delle dotazioni ammonta a ben 2.250 dispositivi comprendenti mascherine, guanti, il liquido igienizzante per mani e superfici, consegnate nel mese di novembre 2020.

I suddetti gesti di solidarietà sono particolarmente significativi poiché hanno consentito e consentono di tutelare il diritto alla salute di cui all’ art 32 della nostra Carta fondamentale secondo cui : “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Tale diritto non è solo dell’individuo, ma attiene alla sfera collettiva, nel caso di specie è stata assicurata la tutela di tutti coloro che operano nella Casa Circondariale di Crotone: dalla Polizia Penitenziaria ai funzionari D.a.p., dai familiari dei detenuti alle persone recluse. E’ BENE RICORDARE CHE IN carcere il pericolo da evitare è il contagio anche di una sola persona. Più volte ho sottolineato e lo faccio anche in questa sede la carenza delle camere di sicurezza presso i presidi di polizia, come le carenze di organico nel personale di Polizia penitenziarie e dell’Amministrazione penitenziaria; criticità che continuano a persistere e che implicano un aggravio di lavoro per ogni unità lavorativa.
Proprio allo scopo di risolvere e arginare le lungaggini della macchina giustizia e della dinamica del carcere, a livello locale, sarebbe importante istituire in un prossimo futuro, una Commissione Consiliare apposita come è stato fatto per le Pari Opportunità, sul mondo carcere a Crotone, nell’ambito di competenza territoriale del Comune. Penso ad un monitoraggio costante per il recupero della legalità perduta. Sarebbe auspicabile una struttura stabile senza particolari costi, che sia aperta alle problematiche del mondo carcere, facendo un focus sulle potenzialità e le criticità del sistema, come anche sulle progettualità da parte di aziende, cooperative, enti pubblici o privati locali , rivolti ai detenuti e ad ex detenuti, ormai liberi e pronti a ripartire. Serve insomma una cerniera di collegamento !
Auspico un organismo che si riunisca periodicamente e che coinvolga come componenti figure addette ai lavori nelle dinamiche carcerarie : la Direzione della casa circondariale, l’UEPE , il Garante comunale, la Magistratura di sorveglianza, il Tribunale, le Forze dell’Ordine, l’Azienda sanitaria, la Prefettura, ex detenuti .

In riferimento alle visite ispettive significo quanto segue: per quanto riguarda le “cellette” presso il Presidio ospedaliero San Giovanni di Dio in Crotone, dal sopralluogo effettuato alla presenza del personale di Polizia penitenziaria risulta che lo stato di conservazione dei locali adibiti a degenza per soggetti reclusi non presenta il soddisfacimento degli standard regolamentari: si rileva carenza di strumenti di protezione e igienizzazione, posti letto in cattivo stato di manutenzione, necessità di un intervento di riqualificazione generale dei locali.
Come tema rilevante e problematico, sono stati segnalati più volte all’ Ufficio del Garante da parte della popolazione carceraria, ritardi rilevanti (anche oltre un anno) nell’iter di concessione delle liberazioni anticipate ex art. 54 dell’Ordinamento penitenziario . Tali riduzioni della pena sono previste per il recluso che “ abbia dato prove di partecipazione all’opera di rieducazione” per cui viene “concessa una detrazione di quarantacinque giorni per ogni semestre di pena scontata”. I ritardi, come ovvio, dipendono dalla carenze e problemi strutturali del funzionamento della macchina amministrativa centrale: le già INDICATE sofferenze di organico nell’ambito dell’Autorità giudiziaria, lungaggini burocratiche, specie quando si tratta di attendere, ad esempio, le diverse comunicazioni provenienti da differenti istituti di pena, dove ha soggiornato lo stesso detenuto.
Ritengo, come i miei colleghi Garanti, che occorra intervenire legislativamente e con un piano di assunzioni che incrementi l’organico dell’Autorità giudiziaria coinvolta, la Magistratura di Sorveglianza, dell’Amministrazione Penitenziaria e della Polizia Penitenziaria nel suo complesso.

In riferimento ai servizi sanitari presso la Casa Circondariale , ABBIAMO UNA NOTA POSITIVA : ad inizio anno si è avuto un riscontro dal Presidio Sanitario Penitenziario , con cui è in corso un’interlocuzione costruttiva e fattiva. Sono state redistribuite a fine 2020 più efficacemente le ore del servizio sanitario , valorizzando l’ambito dentistico ed oculistico , è stata avviata , altresì, richiesta per avvio del servizio dermatologico, in passato non previsto.

Infine , tema di grande rilievo è stato ed è, anche quello del sospirato avvio delle cd. attività di pubblica utilità, più volte reclamate da detenuti e dai familiari. Precisiamo da subito che, sull’ ambito lavorativo retribuito che e’ prioritario per chi vi parla, e’ stato aperto un tavolo tecnico gia’ nel luglio del 2019 e ad oggi nessuna proposta di assunzione , ahimè , è stata presentata in modo concreto da parte del contesto locale. Le aziende , realta’ economiche, e cooperative sono certamente in affanno per la crisi 2007-2008 e oggi per la pandemia.
Nelle more della risposta sulla retribuzione, si è pensato quindi di avviare opportunamente i percorsi di attività socialmente utili previsti dalla legge penitenziaria, che in sostanza corrispondono ad un diverso modo di esecuzione della pena CON BENEFICI.
Tali attività come noto consentono al detenuto, che le richiede, di acquisire abilità lavorative, indispensabili per un concreto avvicinamento e poi, reinserimento socio lavorativo, al termine della detenzione; consentono e favoriscono il recupero della socialità in famiglia, la realizzazione del lavoro di squadra come conoscenza pratica! E’ in atto, tra l’altro, un importante interlocuzione tra il Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria e i Garanti, che miri a prevedere delle forme di ristoro per i detenuti quando chiedono e poi svolgono lavori socialmente utili.

Posizioni importanti in proposito sono state palesate nel recente Seminario giuridico partito proprio da Crotone, voluto da chi vi parla unitamente al Presidente del Movimento Forense, alla presenza del Responsabile DAP nazionale per i lavori socialmente utili, dove abbiamo avuto la partecipazione di eminenti accademici penalisti e garanti regionali di Lazio, Sicilia, Campania, Umbria, Emilia Romagna e Calabria.
Il predetto tema è stato oggetto di lavori della III – IV e V Commissione Consiliare, come anche la disamina delle attività prodromiche per far partire la convenzione tra il Comune di Crotone e la locale Direzione Carceraria; si è registrato un sostegno della quasi unanimità del Consiglio Comunale di Crotone che ringrazio per la sensibilità e la volontà di voler scrivere per la nostra realtà una pagina sociale importante . Desidero ringraziare a nome dei detenuti, chi ha creduto e crede in questa scommessa sociale. Erano presenti all’ ultimo incontro con la direzione carceraria oltre al Sindaco Voce ed al Presidente del Consiglio Greco ; anche il Presidente della IV Commissione Consiliare Meo, il Presidente della V Commissione Riga , la Presidente della Commissione Pari Opportunità Giancotti e i consiglieri promotori: Acri, Devona Passalacqua, che ringrazio per loro metodica volontà.
E’ importante per la nostra realtà crotonese LAVORARE UNITI E FARE RETE, poiché c’è moltissimo lavoro da svolgere a Crotone !! Tutte le Istituzioni abbiamo il dovere di dare risposte concrete e questa è un’ottima opportunità per farlo. L’impegno ce lo chiedono i detenuti, gli ex detenuti, i familiari. Vi ringrazio per l’attenzione.