RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Crotone, 18 agosto 2021

 

Ha destato sorpresa e sconcerto scorgere la presenza del sindaco della Città di Crotone Enzo Voce al banchetto per la raccolta firme a favore del referendum Eutanasia Legale. Partendo dal presupposto che ognuno è libero di esprimere la propria posizione e la propria idea, l’ognuno in oggetto però, in quanto rappresentante di una città di oltre 60 mila abitanti che lo ha eletto democraticamente alla sua guida, prima di aderire e firmare per una iniziativa divisiva ed eticamente controversa com’è quella a favore dell’eutanasia e che comunque non rappresenta tutti gli abitanti, dovrebbe pensarci a lungo. Per giunta lui che si dice “cattolico” rischia di disorientare chi lo ha votato come tale. Certo, mentre firmava, il sindaco non indossava la fascia tricolore, nonostante ciò, fa un certo effetto vederlo chinato mentre appone la sua firma a favore dell’eutanasia.

L’associazione Popolo e Identità che lega la propria missione guardando alla legge naturale, compendiata dalla Dottrina Sociale della Chiesa chiede al sindaco della città di Crotone non di fare un passo indietro rispetto alla firma, ma di sottolineare che quanto compiuto è un atto del tutto personale e che in alcun modo coinvolge la città su questo tema. Del resto, al nostro sindaco, che si dice “cattolico”, non sarà sfuggita la presa di posizione odierna della presidenza della CEI, la Conferenza Episcopale Italiana – di cui fa parte anche l’Arcivescovo della nostra città – circa la raccolta firme sulla depenalizzazione dell’omicidio del consenziente, che apre la strada all’eutanasia.

La CEI, sul punto, esprime “grave inquietudine” poiché si legge nella nota della Conferenza Episcopale Italiana: “scegliere la morte è la vittoria di una concezione antropologica individualista e nichilista. Chiunque si trovi in condizioni di estrema sofferenza va aiutato a gestire il dolore non a eliminare la propria vita”. Rileva ancora la CEI: “non vi è espressione di compassione nell’aiutare a morire, ma il Magistero della Chiesa ricorda che, quando si avvicina il termine dell’esistenza terrena, la dignità della persona umana si precisa come diritto a morire nella maggiore serenità possibile e con la dignità umana e cristiana che le è dovuta”. Ma queste indicazioni della CEI probabilmente sfuggono al sindaco “cattolico” della nostra città.

Popolo e Identità stigmatizza con forza l’iniziativa del fronte libertario a favore di una cultura di morte, che non fa altro che “demoralizzare” ulteriormente il corpo sociale già provato.