

Gli ultimi rumors, o indiscrezioni elettorali, ci consegnano delle novità piuttosto “appetitose”, che in quanto tali meritano di essere pubblicate e commentate. Si parla di amministrative a Crotone, ovviamente, e più nello specifico di un sindaco candidato a sindaco Voce, irrefrenabile, volubile, e anche un po’ presuntuoso. Vuole tutto, subito, ed alle sue condizioni. Desidera e dice di essere il candidato a sindaco del centrodestra, ma allo stesso tempo preferirebbe liste senza simboli partitici. Facile facile, comodo comodo. I voti dei tesserati con i partiti di centrodestra si, ma i simboli degli stessi no. Troppo bello per essere vero. Come se chi fa politica, e si interessa della cosa politica, avesse le bende agli occhi e gli anelli al naso. No signor sindaco, non è così, non funziona così. Passi la sua ostentata sicurezza, la sua grande autostima, la sua smisurata presunzione, ma l’onnipotenza e la “blasfemia politica” no. Così come una manifesta incoerenza politica che passa sopra a tutto e tutti. Come può un uomo che cinque anni fa, in quel di Piazza Marinai d’Italia cantava e predicava alla luna, rinnegando fortemente e pubblicamente simboli e partiti, cambiare repentinamente e opportunamente pelle affermando testualmente: “alla gente non gliene frega nulla dei partiti, se hai questa o quella tessera. Ai cittadini interessa che si facciano le cose”. Post Voce docet. Mette le mani avanti. E intanto prosegue nel completamento delle sue liste, non senza oggettive difficoltà, nonostante, come sempre, prometta mari e monti col minimo sforzo. È già successo. Spiegabile dunque, di conseguenza, il silenzio attento di una parte importante del centrodestra crotonese, che non si sbilancia e attende che gli eventi maturino. All’onorevole Sergio Torromino fischieranno di certo le orecchie.







