

Riceviamo e pubblichiamo
Come CONFIAL, riteniamo doveroso evidenziare che quanto emerso nel corso dell’incontro periodico di monitoraggio della vertenza Abramo presso il MIMIT non fa altro che certificare criticità che denunciamo da tempo e che, per troppo tempo, qualcuno ha scelto consapevolmente di non vedere, voltandosi dall’altra parte con un atteggiamento che definiamo senza ambiguità di mala fede.
Oggi, assistere a improvvisi risvegli di attenzione da parte di altre organizzazioni sindacali su queste stesse problematiche è ancora più grave e pericoloso, perché rischia di tradursi in un comportamento ambiguo, opportunistico e di pura facciata, utile solo a prendere tempo e a costruire prese di posizione di circostanza, dopo mesi di silenzio. Un’impostazione che CONFIAL respinge con forza, sulla quale non transigeremo e che contrasteremo in ogni sede istituzionale e sindacale.
Fin dalle fasi iniziali abbiamo segnalato problemi puntuali e documentati: chiusure forzate, ferie forzate, difficoltà nel reperimento delle cartelle, carenze nella qualità del servizio di digitalizzazione, gravi criticità nell’organizzazione del lavoro. Questioni che CONFIAL ha denunciato pubblicamente e rappresentato nelle sedi istituzionali provinciali e regionali, fino a sottoporle direttamente all’attenzione del Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, come elementi che potevano – e possono tuttora – compromettere l’efficienza e la produttività dell’azienda e, di conseguenza, il futuro del servizio e la stabilità occupazionale.
L’ipotesi emersa nella riunione di Roma di ricorrere agli ammortizzatori sociali rappresenta oggi un segnale di forte allarme per tutti i lavoratori e un elemento di evidente irresponsabilità: non si risponde a difficoltà che derivano anche da scelte gestionali e organizzative scaricando il peso su chi lavora.
A seguito dell’incontro che CONFIAL ha avuto nel mese di gennaio con il Presidente Occhiuto, abbiamo ritenuto necessario scrivere nuovamente al Presidente per sollecitare con urgenza un incontro con l’Amministratore Delegato di Konecta, al fine di affrontare in modo strutturale le criticità emerse e ricondurre il progetto nell’alveo degli obiettivi strategici più volte dichiarati.
Ribadiamo con forza che gli ammortizzatori sociali non sono una soluzione e non possono diventare la risposta automatica a problemi organizzativi. Non devono pagare i lavoratori.
La strada da seguire è un’altra: organizzare un servizio di qualità, mettere le lavoratrici e i lavoratori nelle condizioni di operare pienamente, garantire efficienza, produttività e continuità, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo che la Regione Calabria ha sempre indicato.
Il quadro si fa ancora più delicato in vista delle prossime scadenze dei contratti a termine degli ex lavoratori a progetto, che oggi risultano altamente produttivi e indispensabili per la tenuta del servizio e per l’azienda stessa.
Su questi aspetti CONFIAL garantirà il massimo impegno, continuando a vigilare, denunciare e avanzare proposte concrete, nell’interesse dei lavoratori, del servizio e della stabilità occupazionale. In assenza di risposte chiare e atti conseguenti, siamo pronti ad avviare ogni forma di mobilitazione necessaria a tutela dell’occupazione, della dignità del lavoro e del futuro del servizio.
Gianni Angotti
Telecomunicazioni CONFIAL – Crotone





