

Riceviamo e pubblichiamo
CARO VITA: «C’ERAVAMO DALL’INIZIO, CI SIAMO E CONTINUEREMO AD ESSERCI»
Tomaino: «Rappresentare significa stare in mezzo alle persone, anche nella rabbia e nella disperazione. Qui nessuno chiede di sopravvivere: si chiedono rispetto, dignità e futuro»
ROMA, 27 OTTOBRE 2026 – Dai presìdi sui territori alle piazze, fino a Montecitorio. Abbiamo scelto di esserci sin dall’inizio, al fianco di produttori, autotrasportatori e cittadini, perché non abbiamo mai considerato questa mobilitazione la battaglia di una singola categoria.
C’eravamo all’inizio, ci siamo stati in queste settimane, c’eravamo a Montecitorio e continueremo ad esserci.
Non ci siamo mai posti la domanda se fosse giusto partecipare. Per noi esserci è un dovere morale e, per chi ha scelto di rappresentare gli altri, anche un preciso dovere di rappresentanza.
Perché quando non regge chi produce e non regge chi trasporta, alla fine paga chi compra.
È una catena che parte dai costi di produzione, attraversa carburanti, energia e trasporti e arriva sugli scaffali, sulle nostre tavole e nelle tasche delle famiglie. Se le imprese non riescono più a sostenere i costi e, contemporaneamente, i redditi perdono potere d’acquisto, non siamo più davanti alla difficoltà di una categoria: siamo davanti a un problema che riguarda l’intera economia e la tenuta sociale delle nostre comunità.
Ed è proprio qui che entra in gioco il significato della rappresentanza.
Non si rappresentano le persone soltanto intorno ai tavoli, soprattutto quando quei tavoli rischiano di essere lontani dalla realtà. Non lo si fa seduti dietro una scrivania e neppure attraverso i comunicati stampa.
Si rappresentano le persone stando in mezzo a loro. Anche quando significa entrare nella rabbia, nelle urla, nella stanchezza e nella disperazione di chi sente di non reggere più.
Significa ascoltare un produttore che non riesce a coprire i propri costi, un autotrasportatore schiacciato dal prezzo del carburante, una famiglia che con lo stesso reddito riesce a comprare sempre meno.
Dietro una protesta non ci sono numeri: ci sono persone. Dietro un’impresa in difficoltà ci sono lavoro, famiglie, sacrifici e futuro.
Per questo consideriamo la manifestazione di Montecitorio non un punto di arrivo, ma un altro passaggio di una mobilitazione che deve continuare finché alle legittime istanze avanzate non verranno date risposte concrete.
Riteniamo che la persistente disattenzione del Governo verso le difficoltà denunciate dai territori venga inevitabilmente percepita come una provocazione da chi da mesi chiede di essere ascoltato.
A questa situazione stiamo rispondendo e continueremo a rispondere con civiltà, ma con altrettanta fermezza e determinazione.
Servono risposte sul costo dei carburanti e dell’energia, sulla sostenibilità delle produzioni, sulla tutela delle imprese e dell’occupazione, sul valore del lavoro, sui salari e sul potere d’acquisto delle famiglie.
Perché qui nessuno pretende privilegi.
Ci sono persone che pretendono di poter vivere dignitosamente del proprio lavoro.
Non possiamo rassegnarci a un Paese nel quale produrre diventa sempre più difficile, trasportare sempre più costoso e arrivare alla fine del mese sempre più pesante per le famiglie.
Per questo continueremo ad esserci anche se dovessimo essere l’unica organizzazione sindacale presente.
Nei presìdi, nelle piazze e ai tavoli istituzionali.
Prima, durante e dopo.
Perché la rappresentanza non è presenza di circostanza e non è una passerella.
È responsabilità. È coraggio. È dignità.
Ed è stare accanto a chi non pretende semplicemente di sopravvivere, ma rivendica rispetto, dignità e il diritto di costruire il proprio futuro attraverso il lavoro.
Fabio Tomaino
Segretario Confederale Regionale CONFIAL Calabria








